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La nascita di Pistoia è legata allespansione verso settentrione dello stato romano, anche se non sono da escludere precedenti insediamenti di popolazioni diverse, quali gli Etruschi, come lasciano presupporre alcuni reperti archeologici ritrovati in prossimità dellattuale piazza del Duomo.
Al principio del II secolo a. C. quando i romani intrapresero una dura lotta contro le popolazioni liguri attestate sulle pendici appenniniche, Pistoia doveva essere una città fortificata, oppidum, destinata allapprovvigionamento delle milizie. Il suo stesso nome Pistoria, Pistoriae o Pistorium, allude forse a questo suo ruolo; in latino pistoria indica il forno per il pane.
Con il prolungamento della via Cassia fino a Lucca, Pistoia consolidò la sua importanza sul territorio, anche se lunico episodio di notevole importanza che la riguardò fu la sconfitta di Catilina e dei suoi seguaci avvenuta nel gennaio del 62 a. C. in una località imprecisata dellager pistoriensis.
Nel V secolo Pistoia divenne sede vescovile e subì il brutale saccheggio dei Goti di Radagaiso (405 d. C.).
La dominazione longobarda fu importante per la città che per la sua vicinanza al confine bizantino acquisì un primario ruolo strategico, divenendo sede di un gastaldato (vs4) direttamente dipendente dal sovrano.

In questo periodo Pistoia era cinta da una cortina difensiva e il centro si era organizzato attorno alla curtis domini regis.
La città a riprova della sua importanza fu autorizzata a coniare una moneta aurea: il tremisse pistoiese. Durante lVIII secolo le importanti istituzioni religiose costruite fuori dalla cinta muraria segnarono le direttrici del successivo sviluppo urbano la cui vita politica nel secolo successivo si organizzò attorno alla corte vescovile. Scarse notizie rimangono della dominazione franca, che seguì quella longobarda, e del periodo ottoniano quando anche Pistoia subì le sorti del mondo occidentale caratterizzandosi per uneconomia di carattere chiuso e per un sistema politico di impronta feudale; i conti Guidi e Cadolingi contendevano al vescovo il controllo sulla città.
Con il nuovo millennio mutarono le istituzioni politiche; nel 1105 a Pistoia governavano i consoli, la più antica magistratura di istituzione democratica e nel 1158 il podestà arginò il potere del vescovo il cui palazzo fortificato sorgeva presso la cattedrale.
Nel 1177 la città ebbe il suo primo statuto, uno dei più antichi dItalia.
Durante lUndicesimo e il Dodicesimo secolo Pistoia si contraddistinse per la imponente crescita economica della quale la prima conseguenza fu il controllo esercitato su una estensione territoriale superiore ai confini dellattuale provincia. In questo periodo, forse quello di massimo splendore, la città acquistò laspetto romanico che ancora oggi ne è la principale caratteristica e si dotò di una nuova cinta di mura. La vita civile fu tuttavia turbata dagli scontri che opponevano le opposte fazioni Guelfa e Ghibellina prima, Bianca e Nera poi.
Il XIII secolo fu per la città un momento di grave crisi politica e Pistoia si trovò costretta tra le potenti Firenze e Lucca. Con queste città numerosi furono gli scontri; allinizio del quattordicesimo secolo la loro alleanza procurò a Pistoia una delle pagine più dolorose della sua storia: lassedio del 1306.
Nel corso del secolo Pistoia cercò più volte il riscatto ma fu sottoposta prima alle signorie di Uguccione della Faggiola, di Vinceguerra Panciatichi e di Roberto dAngiò, poi con Castruccio Castracani al potere di Lucca. Intorno alla metà del secolo, proprio quando sembrò che stesse per riconquistare la propria autonomia, Pistoia entrò nellorbita fiorentina, dopo essere stata gravemente diminuita sia nel fare demografico che in quello economico, dalle disastrose pestilenze del 1348 e 1400.
Nel 1401 Pistoia perse definitivamente la propria indipendenza e divenne parte integrante dei domini fiorentini. Dopo una vera incursione militare, il 10 settembre alcuni soldati entrarono nel palazzo del comune e la città egemone impose così un Podestà di sua nomina e sottrasse a Pistoia il controllo su gran parte del contado. Anche la diocesi fu sottomessa a quella fiorentina tanto che da quel momento i vescovi pistoiesi arrivarono per lo più dal capoluogo toscano. Per tutta letà medicea, i secoli XVI e XVII, Pistoia non ha avuto una propria storia anche se è stata protagonista di alcuni episodi di rilievo.
Il continuo riaccendersi durante la prima metà del Cinquecento delle lotte tra le fazioni cittadine capeggiate dalle famiglie magnatizie dei Cancellieri e dei Panciatichi per aggiudicarsi le poche cariche di rilievo disponibili condusse in città il Machiavelli che intendeva far luce sulle vicende pistoiesi e costrinse Firenze ad accrescere il potere su Pistoia esautorando così ogni parvenza di autonomia locale. Negli anni successivi la città fu prospera come testimoniano ancora oggi i numerosi palazzi gentilizi che ne nobilitano le strade, e visse in pace fin quando le truppe papaline nel 1643 non la cinsero dassedio, al quale, però, i cittadini seppero resistere con grande coraggio. In questo stesso secolo Pistoia vide salire al soglio pontificio con il nome di Clemente IX un rappresentante dellaristocrazia cittadina: il Cardinale Giulio Rospigliosi.
Quando durante la prima metà del Settecento il granduca Giangastone, ultimo discendente dei Medici, morì e la Toscana divenne dominio dei Lorena la città, soprattutto con lilluminato Pietro Leopoldo, conobbe anni floridi e poté assistere alla modernizzazione della viabilità transappenninica che, con la via modenese, le restituì quella centralità negli scambi con il Settentrione che ne era stata la principale e più remota caratteristica. Alla fine del secolo XVIII lattenzione dellintera Europa si rivolse a Pistoia per il Sinodo diocesano convocato dal vescovo Scipione de Ricci, in accordo con il granduca, divenuto celebre per le tesi gianseniste che proponevano una radicale riforma della chiesa. I pistoiesi, come del resto il papa Pio VI, non seppero cogliere le idee innovative dellalto presule che pochi anni dopo fu costretto a lasciare la città.
Alla fine del secolo Pistoia fu occupata dalle truppe francesi con a capo il giovane generale Napoleone; lanno dopo lintera Toscana era governata dalla Francia. Durante il dominio napoleonico Pistoia fu inclusa nel dipartimento dellArno e divenne una municipalità governata da un Maire. Con il Congresso di Vienna e la restaurazione in Toscana rientrarono i Lorena che ripresero lopera di riforma iniziata da Pietro Leopoldo. Nel 1851 la ferrovia Maria Antonia da Firenze arrivò a Pistoia e più tardi, nel 1864 già dopo lunità dItalia, fu realizzata la ferrovia Porrettana. Al Risorgimento Pistoia ha contribuito non soltanto con il sangue di Attilio Frosini, Sergio Sacconi e Torello Biagioni uccisi dagli austriaci e di quanti altri avevano combattuto nelle guerre dindipendenza ma anche con la filantropia e il mecenatismo di Niccolò Puccini.
Nel 1848 Pistoia fu nominata dal granduca capoluogo di compartimento e fu dotata di una prefettura; appena tre anni dopo fu degradata, si dice per punirla delle sue idee unitarie, a sottoprefettura. Dal 1849 al 1955 subì una dura occupazione delle truppe austriache chiamate in aiuto dai Lorena e nel 1860 aderì con un plebiscito al Regno dItalia. A cavallo tra lOttocento e Novecento Pistoia cominciò a dotarsi di un aspetto più moderno, attivando un processo di industrializzazione, la San Giorgio di Genova vi costruì uno stabilimento per la nascente industria automobilistica, e di rinnovamento urbanistico anche se le campagne circostanti rimasero prevalentemente agricole.
Con labolizione della cinta daziaria nel 1909 le mura persero ogni loro significato e fu iniziata la loro parziale demolizione. Successivamente vennero demoliti interi quartieri medioevali e gran parte della città cambiò aspetto.
Durante il periodo fascista Pistoia fu promossa a capoluogo di provincia. Durante il secondo conflitto mondiale la città fu centro di vivace reazione antitedesca e specialmente nelle campagne si fecero sentire le conseguenze delle durissime rappresaglie.
I partigiani liberando Pistoia l8 settembre del 1944 trovarono una città gravemente danneggiata.
Con la ricostruzione Pistoia si è trasformata e oggi è un importante centro commerciale e industriale che si lega allarea metropolitana fiorentina e si caratterizza, fra laltro, per una particolare vocazione orto-vivaistica.

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Indice delle Fonti e Citazioni
Comune di Pistoia, http://www.comune.pistoia.it/scoperta_citta/scoperta/scoperta
 
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