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 ISOLE IN TOSCANA
 
LŽArcipelago toscano è composto da un gruppo di isole del mar Tirreno settentrionale, situate tra la Toscana, a est, e la Corsica, a ovest, dalle quali è separato rispettivamente dal canale di Piombino e dal canale di Corsica.
LŽArcipelago Toscano è costituito da sette meravigliose isole: Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio e Giannutri.
Carico di storia e ricco di natura e paesaggi lŽArcipelago Toscano è un posto affascinante da scorpire e vivere in ogni stagione dellŽanno.
Nate da una collana di perle della dea Venere come narra la leggenda, lŽorigine divina dellŽarcipelago sembra confermarsi con la bellezza delle sue spiagge: sabbiose, di ciottoli, selvagge, inaccessibili, dotate di tutte le comodità. Grazie a suggestive escursioni in barche si possono raggiungere inotre cale e secche nascoste, esplorare i fondali marini, andare in barca a vela e lasciarsi così cullare dalla magia del luogo.
Pare che i primi insediamenti umani nellŽArcipelago toscano risalgano a circa 700.000 anni fa, in epoca del Paleolitico, mentre nel Neolitico il territorio dellŽArcipelago iniziò ad essere popolato da numerosi gruppi umani. Gli Etruschi furono tra i primi popoli a sfruttare profondamente le risorse naturali e metallurgiche dellŽisola. Più tardi, con i Romani, fiorirono le prime abitazioni patrizie, le cui vestigia più importanti si trovavano a Giannutri, Pianosa e allŽElba.
Pianosa fu la prima isola a essere ripopolata da cristiani i quali fondarono un sontuoso complesso catacombale.
Durante il Medioevo, lŽArcipelago diventò rifugio per monaci ed eremiti, responsabili della costruzione di pievi e monasteri, eretti nel cuore delle campagne e tra le pieghe delle montagne.
A partire dal secondo millennio la tradizione storica dellŽArcipelago iniziò ad intrecciarsi con quella dei principati in Toscana (Pisa, Genova, Piombino) e delle repubbliche marinare. In questi anni furono eretti sfarzosi palazzi religiosi, soprattutto nellŽisola d’Elba, e fortificazioni militari di difesa.
In un ambiente naturale che si mantiene sostanzialmente integro nonostante lŽintensa frequentazione turistica, soprattutto dellŽisola dŽElba, cresce rigogliosa la macchia mediterranea, caratterizzata dal leccio, mentre vi nidificano uccelli quali il falco pellegrino, il picchio e il gabbiano reale. Nel ricco ecosistema marino spicca la presenza di anemoni marini, del raro pesce luna e, sporadicamente, della foca monaca , gli amici delfini e la balenottera comune.

LŽisola dŽElba, situata a 20 chilometri dal litorale, è la più grande per superficie delle isole dellŽArcipelago toscano.
LŽisola è divisa in otto comuni, tutti afferenti alla provincia di Livorno: quello principale è Portoferraio, gli altri Campo nellŽElba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio Marina e Rio nellŽElba, per un totale di circa 30mila abitanti, che aumentano notevolmente durante lŽestate.
LŽisola si raggiunge principalmente dal porto di Piombino, con circa unŽora di traversata su moderni traghetti che compiono un gran numero di corse giornaliere specialmente durante il periodo estivo. LŽaereoporto, con 1.080 mt di pista di atterraggio, consente oltre al traffico privato, collegamenti di linea con diverse città italiane ed estere.
La viabilità interna è assicurata da circa 170 km di strade asfaltate e altri 80 km di strade sterrate, spesso notevolmente panoramiche.
Numerosi i luoghi di interesse storico, e non solo quelli legati al breve soggiorno di Napoleone.
LŽisola in epoca protostorica era abitata dagli Ilvati, unŽantichissima popolazione appartenente allŽetnia dei Liguri - da qui il nome antico dellŽisola: Ilva.
Ricchissima di giacimenti di ferro, lŽisola dŽElba rese possibile il sorgere della civiltà Etrusca e poi il successo militare dei romani, i cui soldati usavano come arma il giavellotto con punta di ferro a perdere, arma possibile solo con una grande disponibilità di metallo.
LŽimperatore Napoleone Bonaparte fu esiliato allŽElba nel 1814 e vi rimase 10 mesi. A testimonianza della sua permanenza restano alcune ville ove soggiornò: Villa dei Mulini e Villa San Martino.
LŽisola dŽElba con il mare dalle trasparenze cristalline e un entroterra dominato dal verde intenso della macchia Mediterranea, è il posto ideale dove trascorrere le proprie Vacanze in un mondo paradisiaco, magari alla riscoperta di Sports e Natura.

LŽisola del Giglio, la seconda isola dellŽArcipelago Toscano per superficie, è un paradiso tutto da scoprire con i suoi 28 km di costa bagnata da acque limpide e alternata da levigate scogliere granitiche, baie con belle spiagge, moltissime cale, calette e anfratti per vivere il mare in assoluta intimità. Il suo clima mite tutto lŽanno favorisce ai visitatori una vacanza piena di sorprese in tutte le stagioni, a stretto contatto con una realtà ancora genuina ed incontaminata come solo in pochi altri luoghi si può ancora trovare.
Abitata dagli etruschi e dai romani, tra cui i Domizi Enobardi, proprietari della villa patrizia sita a Castellari, nellŽ805 Carlo Magno diede lŽisola all’Abbazia delle Tre Fontane. Poco dopo passò agli Aldobrandeschi, ai Pannocchieschi, ai Gaetani, agli Orsini e al Comune di Perugia. Dal 1264 lŽisola fu proprietà dei Pisani, responsabili della struttura urbanistica di Giglio Castello. Agli inizi del XV secolo, sotto il dominio della famiglia dei Medici di Firenze, lŽintero territorio subì numerose irruzioni saracene, tra cui quella ad opera del Pirata Khair ad-Din detto il Barbarossa.
Il mare cristallino color smeraldo, con i suoi fondali ricchi e pescosi è tra i più apprezzati del mediterraneo; fanno da cornice ad un territorio per il 90% ancora selvaggio, che invita ad avventurarsi per i molti percorsi pedonali. LŽisola ospita una ricca flora mediterranea, le specie botaniche rinvenute sono quasi 700 tra le quali alcune particolarmente rare ed endemiche.

Al confine tra mar Ligure e mar Tirreno, lŽisola di Capraia è la più lontana dalla terra ferma trovandosi più vicina alla costa orientale della Corsica che alla costa toscana.
Di origine vulcanica, è unŽisola montuosa con un altitudine massima di 445 m (Monte Castello). Le coste occidentali sono scoscese e dirupanti, mentre quelle orientali e meridionali piu’ dolci e declivi. A 318 m, a ponente, si apre un piccolo laghetto alimentato dalle piogge e che rappresenta lŽunico stagno naturale dellŽarcipelago.
Anticamente chiamata Aegylon dai greci e poi Capraria dai romani, deriverebbe il nome dalla presenza di capre selvatiche nellŽisola, ma secondo unŽaltra ipotesi il toponimo deriverebbe da un tema mediterraneo con il significato di "roccia".
Nel IV secolo vi ebbe sede un asilo per cenobiti; nel 1055 fu conquistata dai pirati Saraceni, poi fu dominata dai Pisani e passò definitivamente sotto lŽorbita di Genova dopo la battaglia della Meloria. Legata amministrativamente alla Corsica, nel 1767 fu occupata dalle truppe di Pasquale Paoli. Rimase alla Repubblica di Genova anche dopo che lŽisola maggiore venne data in affidamento alla Francia nel 1768 con il Trattato di Versailles. Dopo lŽannessione dellŽex Repubblica di Genova al Regno di Sardegna col Congresso di Vienna del 1814 e la proclamazione del Regno dŽItalia, fece parte della provincia di Genova fino al 15 novembre 1925, quando passò alla provincia di Livorno.
Attualmente Capraia rappresenta una meta turistica, anche se conserva le peculiarità proprie di unŽisola selvaggia a causa della ricettività ed una stagionalità che si estende nel periodo primavera/autunno. Per questo motivo conserva ancora una natura parzialmente incontaminata che favorisce lunghe passeggiate immersi nel verde ed acque limpide adatte a immersioni subacquee e pesca dilettantistica.

LŽisola di Giannutri, con la sua singolare forma a mezzaluna, è la più meridionale di tutto lŽarcipelago. LŽisola è nota anche come "isola dei Gabbiani", per la presenza del gabbiano reale meditteraneo.
LŽisola di Giannutri, abitata occasionalmente durante lŽEtà del Bronzo, vide il suo massimo splendore in epoca romana, quando furono realizzati il porto ed una villa lungo la costa occidentale dellŽisola. Terminati gli splendori di epoca romana, lŽisola si trovò di fatto disabitata per molti secoli, essendo situata in mare aperto ed avendo un territorio quasi piatto che non permetteva rifugi naturali in caso di incursione piratesche. Per diversi secoli i governanti spagnoli studiarono la possibilità di realizzare a Giannutri un sistema difensivo per poter permettere lo sviluppo di insediamenti abitativi. Tuttavia, diverse fortificazioni furono progettate soltanto nel corso del Settecento, pur rimanendo soltanto sulla carta, non essendo mai stati realizzati i progetti per la loro costruzione. Nel 1861 lŽisola entrò a far parte del Regno dŽItalia.
Di notevole interesse sono le numerose grotte che si aprono lungo la costa, tra le più importanti e belle ricordiamo Cala dei Grottoni, nellŽestremità meridionale, e le suggestive calette, con due piccole spiagge di ghiaia nella Cala dello Spalmatoio e nella Cala Maestra a nord-ovest.

LŽisola di Gorgona è la più piccola isola dellŽArcipelago Toscano, una perla della natura quasi inaccessibile al turismo, situata nel Mar Ligure di fronte a Livorno, a soli 37 km dalla terraferma.
Conosciuta nellŽantichità anche come Urgon e poi Gorgon, Gorgona fu abitata sporadicamente dagli Etruschi, come testimonia qualche reperto. Nel 1374 venne abitata dai Certosini che lŽabbandonarono nel 1425 quando lŽisola passò a Firenze. Nel 1509 fu data in enfiteusi ai pisani Griffi nel tentativo di ripopolarla e renderla più sicura con un presidio. In tale programma il granduca Cosimo I deŽ Medici nel 1567 fece risarcire e rafforzare lŽantica torre pisana, dopo che nel 1564 aveva donato lŽisola ai Basiliani. Nel 1704 fu restituita da Cosimo III alla Certosa di Calci.
Gorgona si presenta prevalentemente montuosa e rocciosa e coperta dalla macchia mediterranea. LŽintera isola è circondata da un verde molto intenso che contrasta col turchese del mare cristallino. Le acque sono così limpide e pulite grazie alla scarsa presenza umana e al divieto di balneazione.

LŽisola di Montecristo, si trova a sud dellŽIsola dŽElba e a ovest dellŽIsola del Giglio e del Monte Argentario ed è lŽisola più meridionale della provincia di Livorno. Nel 1971 Montecristo eŽ stata dichiarata Riserva naturale pertanto lŽaccesso eŽ rigorosamente vietato al pubblico e consentito esclusivamente, previa autorizzazione, per ragioni di studio o per escursioni naturalistiche guidate.
La storia di Montecristo comincia con la fondazione del monastero di San Mamiliano e di un eremo elevato sopra una grotta marina da parte dei seguaci di san Mamiliano nel V secolo. Alla metà del XVI secolo i saraceni espugnarono il monastero decretandone la fine e nel 1869 lŽisola fu acquistata dal governo italiano. Dopo vari tentativi di colonizzazione nel 1878 dopo lŽUnità dŽItalia vi si insediò una colonia penale. Nel 1899 lŽisola divenne una riserva di caccia reale esclusiva per Vittorio Emanuele III, e tale è rimasta fino alla istituzione della riserva naturale nel 1971.
LŽisola ricca di ruscelli e sorgenti è completamente montuosa, selvaggia, inospitale e disabitata. Luogo di rifugio per gli uccelli migratori, il fascino tenebroso dellŽisola è reso ancora più cupo dalle coste frastagliate, modellante degli agenti atmosferici.

LŽisola di Pianosa dista soltanto 7 miglia dallŽElba ed è infatti raggiungibile in 35 minuti di navigazione partendo dal porto di Marina di Campo nel comune di Campo nellŽElba, alla quale amministrativamente appartiene.
LŽisola fu abitata sin dallŽepoca preistorica; in epoca romana divenne luogo di deportazione. Nel medioevo lŽisola fu a lungo disputata tra Pisa e Genova e infine, nel 1399 passò sotto il dominio di Piombino. LŽisola fu a più riprese popolata e successivamente completamente abbandonata.
Dopo un secolo e mezzo che lŽha vista destinata a colonia penale, Pianosa è tornata ad aprire le sue porte ai visitatori offrendo un ambiente unico, splendido e assolutamente incontaminato. I fondali cristallini, infatti, sono popolati da varie specie marine (pesce ago, salpa,dentice, triglia, sarago, aragosta...) che trovano riparo tra le praterie della cosiddetta Posidonia oceanica. Spesso, inoltre, si possono incontrare delfini, mentre raramente testuggini e grossi cetacei.

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