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 VINO IN TOSCANA
 
Vini, itinerari, sagre e fiere, aziende vitivinicole, musei del vino, agriturismo e ristoranti delle Strade del Vino toscane. Questo splendido percorso enogastronomico, si propone come vero e proprio strumento per la valorizzazione di itinerari caratterizzati da produzioni vitivinicole e da attività di commercializzazione ad esse connesse, nonché come volano per la promozione delle tradizioni rurali e delle tipicità agricole e gastronomiche certificate nellŽambito del loro specifico contesto culturale, economico e sociale.
Tutte le aree di confine, tra due o più regioni, hanno qualcosa di speciale. Il connubio di climi, linguaggi, leggende, storie, cucine dai contorni non sempre definiti, esprimono al viaggiatore un particolare fascino.
Cominciamo da una di queste regioni, ancorché viticole, la Val di Magra.
Posta a cavallo delle province di Massa Carrara e La Spezia dove si coltiva un vino in un areale limitato, quanto particolarissimo: il Colli di Luni. La denominazione dŽorigine più settentrionale della Toscana. Un habitat vocato alla viticoltura "eroica" che già ai tempi dei romani era apprezzato per i suoi vini e per gli straordinari vitigni. Molti condottieri e pellegrini erano soliti durante il loro soggiorno aggiungere del miele a questo vino per renderlo più serbevole e resistente al trasporto. Vigneti ben esposti, soleggiati, con il clima del mare che conferisce ai vini quelle peculiarità che solo una combinazione equilibrata di suolo, clima e vitigno riesce ad esprimere.
UnŽesposizione così felice non conosce le gelate e questo rende la coltivazione particolarmente resistente in certi periodi dellŽanno, pur avendo una resa molto bassa per il tipo dŽallevamento generalmente adoperato ed il terreno particolarmente acclive.
Grandi quantità di legionari erano soliti transitare lungo questa valle, da Cesare alle truppe di Napoleone e non pochi soldati si premunirono dŽimpiantare una vigna prima di andar via, per il piacere di accrescere la vite in un territorio che, seppur con molte difficoltà, conferisce ai vini un complesso organolettico dovuto ai distintivi fattori.
Continuiamo scendendo tra la Valdinievole e la Lucchesia dove si estende la piana di Altopascio, il comune toscano noto fin dallŽantichità per la sua vocazione ospitaliera, oggi celebre per i tanti forni artigiani sopravvissuti a quelli industriali, il cui pane è conosciuto in tutta Italia. La via francigena, non a caso passava in quei pressi, e i pellegrini diretti a Roma sostavano presso la chiesa di San Pietro a Pozzeveri, trasformatasi successivamente nella famosa abbazia camaldolese di Badia Pozzeveri. Ma sono ben lontani gli avventurosi pellegrinaggi del passato, poiché oggi la zona rivive in chiave moderna il valore dellŽospitalità, con un nuovo tipo di turismo che rivisita le antiche tradizioni. Due sono le zone di produzione nella Strada del Vino, il Montecarlo DOC e le Colline Lucchesi DOC.
E tre gli itinerari consigliati per un soggiorno a due passi da Lucca: Il lago di Massaciuccoli, un piccolo e suggestivo specchio dŽacqua sulle cui sponde si trovano pittoreschi villaggi; una rete di canali, in parte percorribili con piccole imbarcazioni lo collegano con il mare attraversando terreni palustri.
Pietrasanta, detta anche "La Piccola Atene" della Versilia, sorprende per il suo incantevole centro storico con la piazza fiancheggiata dal Duomo e dalla Chiesa di SantŽAgostino, e ancora per i suoi vicoli e le piazzette dove vicino ad edifici storici le opere dŽarte del passato si uniscono a quelle recenti di illustri artisti contemporanei. Seravezza, splendidamente adagiata in una verde conca dei primi contrafforti apuani, da sempre importante centro di lavorazione del marmo e antico baluardo mediceo è il punto di partenza di una possibile escursione trekking. Su sentieri e mulattiere anticamente percorsi dai cavatori, è possibile percorrere un facile itinerario di circa 2 ore. AllŽombra dei boschi di castagni svela scenari fantastici mutati nei secoli dallŽattività estrattiva. La Pieve Romanica di San Martino, apparirà in tutta la sua bellezza circondata da un verde parco. LŽitinerario può concludersi presso il bacino marmifero di Arni, circondati da pareti di marmo e cave.
Castelli, ville, pievi, tabernacoli, giardini storici, strade poderali… emergenze architettoniche le ritroviamo in gran parte della toscana agricola e viticola nella dolce Val di Sieve, che per la ricchezza di tali eccellenze fu scelta come habitat collinare ideale per il relax, ma anche produttivo di gran parte della nobiltà fiorentina. Una quantità di castelli e ville che rievocano il passaggio di Donatello, Raffaello, Cellini, o luoghi mistici dove si consumavano accordi e congiure. Un insieme di realtà presenti in tutto il loro splendore lungo la Strada del vino Chianti Rufina e Pomino. Il Chianti Rufina con i suoi 1300 ettari circa, rappresenta una piccola ma quotata area di quel vasto comprensorio che copre gran parte della Toscana chiamato genericamente Chianti. Risulta essere la più piccola sottozona del Chianti ma anche tra le più apprezzate. I suoi vini sono stati tra i primi, nel secolo scorso, a varcare i confini dŽoltreoceano, anche per la gran capacità di resistere a lunghi viaggi e a difficoltà di trasporto. Rispetto al Chianti presenta una serie di maggiori restrizioni quali la resa per ettaro ed a ceppo più contenuta. Anche con tali restrizioni la produzione in zona è ancora più contenuta, sia per esigenze climatiche che pedologiche, per la volontà dei vignaioli del Chianti Rufina di produrre qualità, che richiede per ottenerla basse rese produttive. Da alcuni anni è in atto anche un lavoro di ricerca di zonazione per raggiungere vette eccelse sul piano qualitativo individuando i parametri ottimali per acquisire e conservare nel tempo tale qualità. Il Chianti Rufina nasce da un Sangiovese che presenta caratteristiche di ruvidezza e pertanto ha bisogno di un periodo di tempo di stabilizzazione, per concludersi con un affinamento in bottiglia tale da conferire il caratteristico rosso rubino con riflessi granati. Nelle storiche e talvolta nobiliari fattorie del Chianti Rufina sono conservate in perfetta cura bottiglie di Chianti Rufina invecchiate da diversi decenni sino ad oltre un secolo. Altro vino di spicco nellŽarea della Rufina è il Pomino, il cui nome deriva dagli alberi di pomi presenti in zona. Le produzioni sono particolarmente basse stanti le condizioni climatiche: è una frazione del comune che ha dato il nome allŽarea, ovvero Rufina. Pomino è il comprensorio vitato con lŽaltitudine maggiore (tra i 400 e i 750 metri) dellŽintero Chianti Rufina. Un vino particolarmente apprezzato in epoche antiche; un bando granducale del 1716 lo poneva tra i quattro vini cui necessitava di una disciplina e di una tutela. Sia lŽorigine che il loro sviluppo si deve alla famiglia degli Albizi che aveva importato la "specializzazione" francese e lŽintroduzione di vitigni "miglioratori", quali il Pinot bianco, grigio e nero, Chardonnay, Merlot ed il Cabernet Sauvignon. Superate le prime incomprensioni a livello locale, i vini incontrano ben presto il favore del mercato, in particolare quello internazionale. LŽaltimetria e le peculiarità di tali vitigni conferiscono al Pomino bianco, Rosso e Vin Santo una complessità di aromi senza eguali. Sia il Chianti Rufina che il Pomino sono parte integrante di quellŽitinerario a più tappe comprese nella Strada del Vino, formalmente riconosciuta dalla Regione Toscana. Un ideale itinerario di viaggio che rafforza la volontà di promozione di un territorio identificato per decenni allŽestero per essere lŽespressione del Chianti nel classico e originale fiasco. Non a caso alcune delle feste salienti erano rappresentate da uno sfilare di carri allegorici trainati da buoi in cui erano impilati fiaschi su fiaschi con lŽimponente scritta "rosso rufina extra" a rappresentare la produzione enologica della Rufina. Al centro di tale comprensorio così denso di viticoltura, insiste la Villa di Poggio Reale allŽingresso della comunità di Rufina. Una villa cui si giunge dopo un luogo e caratteristico viale alberato. La villa oggi è sede di un importante Museo della Vite e del Vino e di unŽEnoteca. La tradizione locale attribuisce il disegno della villa a Michelangelo o alla sua scuola. Dopo anni di restauro si presenta come un esempio di architettura rinascimentale fiorentina. Caratteristico è lŽaccesso principale con lŽampia scalinata a tenaglia che lo collega al piazzale. Nella villa si organizzano eventi e degustazioni e per molti anni anche la manifestazione enologica "Bacco artigiano".
Un altro itinerario parte da Carmignano, attraversa la località La Serra, giunge ad Artimino, prosegue per Poggio alla Malva, passando per la Stazione di Carmignano e poi da Comeana, torna di nuovo a Carmignano passando per la Farnete. La Strada Medicea dei Vini di Carmignano porta in una delle zone più antiche e più famose per la qualità e lŽeleganza del vino prodotto, vino già apprezzato e acquistato nel 1300 da Marco Datini e oggetto, nel 1716, della prima Doc medicea e italiana. In un piccolo territorio capace di produrre vini eccezionali il concorso di molte felici condizioni naturali è un fenomeno talmente complesso da non consentire una esatta definizione. AllŽinterno della zona di produzione sono stati ipotizzati tre micropercorsi ad anello che si intersecano vicendevolmente. In ognuno di essi si possono trovare cantine, aziende agrituristiche, enoteche, alberghi, ristoranti tipici, artigiani, negozi di prodotti tipici, emergenze storico artistiche e ambientali.
Una forte accelerazione qualitativa sta caratterizzando la sottozona più esterna del Chianti (e anche la più lontana alla regione originaria di questo vino) dove il paesaggio è più dolce e privo delle tipiche asperità "chiantigiane" e nellŽaria si avverte già lŽodore del mare. Lari, Chianni, Palaia, Faglia, Casciana Terme, oltre a Terricciola, costituiscono ancora i centri più importanti della produzione vinicola locale che si definisce con la denominazione Chianti Colline Pisane. La storia contadina è inscindibile da queste terre, testimoni di un miglioramento nel tempo delle tecniche colturali e di una sapiente scelta dei terreni adatti alla coltura secondo la loro attitudine ed esposizione; con lŽobiettivo finale di incrementare bene non solo la viticoltura ma anche la specializzazione nella cerealicoltura. Sopra una parte di questo stesso territorio, oltre al Chianti Colline Pisane, si produce un altro vino a Denominazione di Origine Controllata, il Bianco Pisano di San Torpè, che ha un suo proprio albo e che niente ha a che vedere con il Chianti. Le colline pisane vantano una lunga tradizione vitivinicola grazie ai vini di Terricciola, più volte descritti da autori del passato in termini di grande apprezzamento. Merito della mezzadria che indubbiamente ha favorito unŽaccelerata nella produzione vitivinicola e merito dei terreni, che variano dal sabbioso allŽargilloso, dal calcareo al ciottoloso e allŽalluvionale.
Ma parliamo dei colli Fiorentini e dei territori dei Comuni che vi ricadono ovvero Bagno a Ripoli, Barberino V.di Pesa, Certaldo, Fiesole, Figline Val dŽArno, Firenze, Impruneta, Incisa Val dŽArno, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano S.A., San Casciano Val di Pesa, Scandicci, Tavarnelle Val di Pesa. Nel 1477 Lorenzo dei Medici, a Firenze, intitolava due vie alla vite: Via della Vigna Vecchia e Via della Vigna Nuova, mentre le chiese prendevano il nome delle vigne che sorgevano nelle loro vicinanze: San Iacopo delle Vigne, Santa Maria Inter Vineas e lŽattuale Santa Maria Novella. Lorenzo, che nel 1469 aveva preso il posto di Cosimo, amava i buoni vini e la buona tavola, tanto che era solito dire che lŽuomo raffinato e colto deve avere anche il palato ordinato.
LŽamore per il vino da parte di Lorenzo lo si ritrova in varie missive, dove inneggia al prodotto toscano. Andrea Bacci, medico di Sisto V, particolarmente esperto nellŽuso terapeutico del vino, a quei tempi già compilava una rassegna dei vini più famosi dŽItalia. E ai primi posti comparivano i vini del Chianti, di San Gimignano, di Montepulciano, del Valdarno, dellŽIsola dŽElba e del Giglio. Oggi questo documento rimane a testimonianza della storica vocazione alla produzione qualificata di vini dei colli fiorentini. Parlando di Colli Fiorentini non possiamo tralasciare la zona di Montespertoli, terra dei Castelli, delle colline dolci e rinascimentali, che ricordano un passato fatto di vita cavalleresca. DŽaltra parte è anche la terra delle fattorie, dei poderi, delle dimore contadine isolate, di quella che un tempo era la dura vita dei mezzadri. Oggi di questo passato rimane il sentimento, tratteggiando uno degli angoli di Toscana maggiormente ricchi di storia e fascino, integro nelle proprie tradizioni e stili di vita. Siamo alle porte di Firenze, ma qui i turisti passano con la voglia di chi vuole rimanere, si integrano con il territorio, desiderano comprare, mangiare, dormire nei luoghi frequentati dalla gente del posto. Una vocazione al turismo importante, quindi, considerando lŽetà sempre più bassa del turista e dellŽenoturista tipo. La Strada del vino è interessata dalla DOCG Chianti Montespertoli. La zona di Montespertoli, dato il clima, lŽesposizione e il terreno, è vocata alla coltivazione della vite; possiede una superficie vitata di circa ha 1.600 di cui 1.400 coltivati a DOCG. Con appropriate selezioni delle uve si produce un Chianti destinato allŽinvecchiamento, adatto a diventare riserva, richiesto dai consumatori più esigenti e soprattutto dal mercato estero. I vini bianchi, ottenuti da uve Trebbiano e Malvasia a fermentazione controllata, sono andati sempre migliorando anche per il fatto che negli ultimi anni sono stati impiantati vigneti con vitigni considerati nobili come Pinot bianco, Chardonnay e Riesling. Il comune di Montespertoli è situato su alcune caratteristiche colline della Toscana centrale facenti parte della zona del Chianti; il capoluogo dista 25 Km da Firenze ed è posto in posizione equidistante rispetto ai centri turistici di San Gimignano, Siena, Pisa e Volterra. Il paesaggio è assai vario e si presenta come un complesso collinare morfologicamente uniforme, con terreni fertili da un punto di vista nutrizionale, poiché le tipiche colline della Val di Pesa, costituite da sedimenti marini sono da considerarsi tra i terreni migliori. Nel complesso si può parlare di unŽunità paesistica, di un caratteristico paesaggio chiantigiano che è dato da altitudini relativamente modeste e con la diffusione e la presenza dellŽolivo e della vite. Il clima del paese, quantunque esposto a tutti i venti, è mite. Montespertoli, con i suoi vigneti, le Cantine e la Mostra del Chianti, è una delle capitali del vino toscano.
Spostiamoci a San Gimignano che da anni, ma si potrebbe dire da secoli, offre ai visitatori la sua intatta bellezza frutto di un sapiente dosaggio di splendida campagna e realtà urbana unica al mondo. san Gimignano, famosa per la sua Vernaccia che si presenta come unŽuva a sapore semplice e dal gusto neutro, rispetto ad altre uve dal sapore composto, quali il moscato, dai forti aromi primari; un vino bianco secco dal colore giallo paglierino, tenue, con un odore fine e penetrante, dal sapore asciutto e armonico. Apprezzato e nominato da vari scrittori, tra cui, nel 1276, dallo stesso Dante Alighieri nella Divina Commedia. Quello della Strada del vino è anche il territorio dove si produce Chianti. Tutti i produttori, infatti, oltre a produrre Vernaccia, hanno vigne di Chianti Docg Colli Senesi. O oliveti, arrampicati sulle verdi colline attorno a San Gimignano, per lo squisito olio extra vergine di oliva. Oppure campi di zafferano, fazzoletti di terra coltivati a crocus savitus, uno fra i prodotti agroalimentari più cari - forse il più caro in assoluto e più noto già dallŽAntichità.
Nel nostro percorso attraverso le strade del vino toscane, vogliamo forse dimenticare la strada del vino Nobile di Montepulciano? Inaugurata ufficialmente il 2 dicembre 2000, è stata una fra le prime a diventare operativa, già dallŽ8 aprile 1998, con lŽeccellente lavoro del Consorzio di Tutela e dellŽUfficio Informazioni di Piazza Grande. LŽintensa attività di sviluppo e di promozione del percorso ha riguardato la valorizzazione del prodotto vino, la Docg Vino Nobile di Montepulciano, primo vini italiano ad essere commercializzato con la massima classificazione prevista dalla normativa italiana, e la crescita del turismo e della qualità dei servizi offerti dagli itinerari e dallŽintero territorio in cui essi insistono. La Strada ha sede nel Palazzo del Capitano del popolo nella centralissima Piazza del paese. Al suo interno, il centro informazioni, sempre aperto al pubblico, divulga le notizie relative alle realtà enoturistiche del territorio di Montepulciano. Dal secolo scorso il Vin Nobile ha avuto una accelerazione qualitativa che lo ha portato ad essere un "principe" tra i grandi rossi toscani allŽestero. Dalla ricca mole di documenti e notizie presenti negli archivi poliziani, è evidente come già nel 1350 si fossero stabilite clausole e norme per il commercio e lŽesportazione del Vino Nobile. Nella seconda metà del cinquecento Papa Paolo III ne decanta le sue qualità mirabili e Francesco Redi, nella sua opera "Bacco in Toscana", lo qualifica come "re di ogni vino". Dalla seconda metà del settecento la sua fama valica i confini nazionali (Voltaire ne parla nel suo "Candido"), viene identificato come "Nobile" a significare lŽalto livello di impegno qualitativo sostenuto nella sua produzione. Da quel momento su ogni tavola di rappresentanza non manca questo vino. Al Vin Nobile di Montepulciano si affianca un vino dalle qualità intrinseche più "giovanili", il rosso di Montepulciano, per soddisfare palati che prediligono vini da tutto pasto. Una denominazione di origine che si affianca allo storico Nobile targato D.O.C.G. e che si abbina ottimamente ai primi piatti, in particolare al sugo di carne, e alle carni importanti bianche e rosse.
Un museo allŽaria aperta: la Val dŽOrcia. Sino a ieri un parco naturalistico ed artistico, da poco anche un itinerario enologico allŽinterno della giovane DOC Orcia. Un paesaggio unico, recensito dai più come il "cuore della Toscana", una Toscana nella Toscana. Non cŽè paesaggio più fotografato che un bosco di fitti cipressi immersi nelle crete senesi, unŽimmagine da cartolina che ha fatto il giro del mondo tale da esser ripresa al variare delle stagioni per apprezzarne le tonalità ed il cambio dei suoi colori. Dolci e fertili colline che oltre ai colori rendono vari gli odori al variare delle stagioni e delle colture. Dal verde brillante della primavera nellŽattesa delle prime falciature, al giallo dorato dellŽestate i cui girasoli ne fanno divenire un acquerello allŽaperto, ai colori forti dellŽautunno. Una vallata dove i cipressi rincorrono mulattiere e dove il corso del fiume Orcia lambisce vecchi ruderi, antichi fortilizi, coloniche restaurate, ville e castelli rinascimentali. Una terra ricca di sorgenti termali in borghi storici; san Casciano dei Bagni, Bagno Vignoni sono alcune località termali dovŽè possibile far coesistere il benessere fisico e visivo stante lŽopportunità dŽimmergersi oltre che in acque salubri in un angolo di Toscana fuori dal tempo. Lungo i vari sentieri ci si addentra in poderi dove lŽospitalità offerta, da case rurali a veri e propri agriturismi, garantisce relax e massima riservatezza.
Attraversando la campagna toscana si giunge alle Terre di Arezzo; oltre 150 esercizi (cantine, ristoranti, agriturismi, ecc.) e 7 vini a Denominazione dŽOrigine (Chianti DOCG, Chianti Colli Aretini DOCG, Colli dŽEtruria Centrale DOC, Valdichiana DOC, Cortona DOC, Vinsanto del Chianti DOC e Vinsanto del Chianti dei Colli Aretini DOC). Un percorso che si snoda tra cantine e punti di ristoro, attraversando la campagna toscana tra olivi e dolci colline, ricchissimo di arte e di storia, dagli Etruschi ai borghi medievali, dalle manifestazioni in costumi dŽepoca allŽartigianato tradizionale. Ottimi i vini delle Terre di Arezzo, che sono il Chianti Colli Aretini (DOC nel 1967, DOCG nel 1984), il Valdichiana (originariamente Bianco Vergine della Valdichiana DOC nel 1970, modificato in Valdichiana e comprendente una gamma di vini rossi e bianchi nel 1999) e il Cortona (DOC nel 1999 per una gamma di varietà di vini e Vin Santo). La Strada del Vino attraversa il Valdarno caratterizzato da unŽincredibile varietà di paesaggi: ai filari di viti su terrazzamenti con muri a secco, borghi e castelli si contrappone un paesaggio lunare di buche ed escavazioni, lasciato in eredità dallŽattività mineraria a cielo aperto. Il percorso prosegue poi nel cuore della Valdambra con antiche abbazie e borghi incastellati sulle colline di oliveti centenari. La Strada si snoda poi lungo Valdichiana, teatro di splendidi panorami, ricca di bellezze artistiche, per un viaggio nel tempo dagli albori della civiltà, ai capolavori pittorici del Rinascimento, tra le estensioni di vigneti ed oliveti e tra le imponenti case leopoldine, che raccontano le storie di questa valle bonificata dal Granduca Leopoldo.
LŽalta Maremma presenta scorci e luoghi che risultano intertessanti soprattutto dal punto di vista naturalistico e spesso non sono valorizzati negli itinerari turistici "classici", che tendono a concentrarsi sulle tradizionali attrattive della costa. EŽ una Maremma diversa da quella delle zone più tipicamente pianeggianti, con campi coltivati e dolci declivi. I boschi che ricoprono queste colline sono fatti essenzialmente di macchia mediterranea: lecci, pini marittimi e dŽAleppo, olivi selvatici e un fitto sottobosco. UnŽarea particolare di questŽangolo di Maremma è certamente il territorio di nei borghi sulla costa che, in epoca etrusca, già contava una serie di ciminiere di forni fusori. Oggi queste terre vivono una seconda giovinezza grazie alle quattro denominazioni.
Posta a metà strada tra Firenze e Roma, tra Siena e Grosseto, a diretto contatto con le zone termali di Chianciano e di Saturnia e con le aree storico-archeologiche di Sovana, Pitigliano, Montalcino, Pienza, Montepulciano, Massa Marittima può a ragione qualificarsi come lŽepicentro di quella parte di Toscana meridionale da cui si irradiano infinite ipotesi di gite, escursioni e passeggiate. In questo scenario la natura ha profuso a piene mani: accanto alle bellezze naturali, altre compiute dallŽuomo si intersecano e perfettamente si congiungono ad esse, testimoni di un millenario lavorìo di vite vissute prima di noi. Ci si imbatte quindi in rocche, castelli, abbazie, vecchi mulini, casolari, ciminiere di vecchie miniere dove sembrano ancora echeggiare gli zoccoli di remote cavalcature. QuestŽarea della bassa Maremma esibisce oltre ai suoi bellissimi castagni, bei vini, genuini olii extravergine e formaggi di qualità. Tutto il comprensorio è ben attrezzato per la ricezione turistica. Data la ricchezza dei boschi circostanti, dei vigneti e degli oliveti, numerose sono le possibilità di passeggiate più o meno lunghe senza bisogno di utilizzare lŽauto.
Concludiamo con la zona situata ai piedi dellŽAmiata, dove la natura e la storia è fatta di foreste, acque, torrenti e villaggi intessute tra loro. Questo è uno scorcio della Maremma interna sconosciuta ai più. In uno dei piccoli borghi dellŽAmiata, Montelaterone, a due passi da Arcidosso, il tuffo nel passato è ancora più evidente per la magia e le leggende che parlano di paioli colmi di monete dŽoro, di tesori introvabili, di fate che si ritrovano alla Crocina nella Buca delle fate. EŽ il luogo ideale per trascorrere un fine settimana in mezzo al verde più lussureggiante, in un habitat che ricorda le grandi distese dei parchi americani, ma con un pregio tipico delle nostre campagne: le distanze, minime, tra i borghi e le frazioni, più che allontanare, uniscono gli abitanti. In questo territorio, dove si registra una delle densità abitative più basse dŽItalia, si avverte unŽatmosfera tutta particolare, quasi misteriosa. Le terre dellŽAmiata sono attraversate dal fiume Albegna e dai suoi affluenti che scorrono tra fitti boschi, dove si alternano al verde della vegetazione e al grigio dei sassi. Un vero paradiso anche per i pescatori, che si ritrovano numerosi lungo le rive del fiume, punteggiate di salici e pioppi; e nelle acque limpide vivono barbi, trote, lasche e vaironi. Da giugno a settembre si organizzano feste allŽaperto: non mancano il folklore e le sagre ricche di antiche usanze, tra cui il gioco della morra. In ogni stagione dellŽanno questi luoghi sono legati alle tradizioni: da quando, in inverno, viene ucciso il maiale per ricarvarne gli insaccati, al periodo delle marmellate preparate con i frutti del sottobosco. In autunno, invece, si può andare alla ricerca del raro porcino nero. La cucina è particolarmente curata: primi a base di tortelli o zuppe di ricotta, cacciagione e cinghiale. Il tutto accompagnato da un profumato Morellino doc di Scansano e, per finire degnamente, dai tradizionali biscotti di Roccalbegna.
La Doc Monteregio di Massa Marittima risale al 1994 e comprende per intero i territori comunali di Massa Marittima e Monterotondo Marittimo, ed in parte quelli di Roccastrada, Gavorrano, Castiglione della Pescaia, Scarlino e Follonica, in provincia di Grosseto, con esclusione del fondovalle.
Questi sono gli itinerari delle strade del vino in Toscana: cercate unŽemozione, unŽesperienza legata a gusti enogastronomici? In Toscana anche questo è possibile.


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