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PALIO DI SAN RANIERI  Pisa (Pisa)   Mi garba
dal 17-06-2011  al 17-06-2011
 
 
45--palioran.gif Palio di San Ranieri Pisa - folklore, eventi, avvenimenti, eventi sportivi, cultura, spettacoli, sagre.. tutto in tuscaning.com, tutto in toscana italiavideo Palio di San Ranieri Pisa Pisa info e immagini su Palio di San Ranieri Pisa in provincia di Pisa. Trova il tuo hotel vicino a Pisa. Tutto sulla Toscana con tuscaning.com

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Il 17 Giugno, in occasione della ricorrenza patronale di San Ranieri, quattro imbarcazioni abbinate ai quartieri cittadini di Santa Maria, San Francesco, San Martino e SantAntonio disputano una regata sulle acque dellArno, retaggio della prestigiosa tradizione marinara e delle glorie della storia pisana.Il Palio di San Ranieri discende dunque dalla tradizione degli antichi Palii che vengono disputati in tutto il Medioevo. Nel medioevo il palio, rappresentato da una ricca stoffa lunga alcune braccia, veniva usato per accogliere re ed imperatori, ponendolo sopra le loro teste a mo di baldacchino, o offerto su aste o lance come vessillo. I premi che venivano offerti in dono ai vincitori nelle corse medievali consistevano in alcune braccia di seta, lana o velluto, e venivano indicati come palii. Si trattava perciò di correre per vincere il palio, tanto che questa parola in seguito non indicò più il premio ma la gara disputata per vincere il premio. Sappiamo che a Pisa il palio si disputava, il primo di agosto in occasione della festa dellAssunta, con un particolare cerimoniale: dalla città uscivano venti cavalli coperti da gualdrappe scarlatte, con le armi della Comunità, cavalcati da giovani vestiti di abiti ricchissimi, per proclamare i palii che dovevano vincersi in terra ed in mare. Tra i documenti degli Anziani di Pisa troviamo lelenco dei premi che assegnavano ai vincitori delle singole dispute. Così agli sfidanti andavano non solo i drappi di stoffa o palii propriamente detti, ma anche da animali, come buoi, un montoni, un porci, un galli e paperi, animali, generalmente riservato per lultimo posto. interessante notare come fosse molto più alto il valore del palio rispetto a quello degli animali e come questi beni, essendo destinati a festeggiare lAssunta, fossero esenti da gabella. Con la caduta della città sotto il dominio fiorentino (1406) la regata conobbe alterne vicende, le cronache ricordano il palio disputato nel 1440 per festeggiare la vittoria Anghiari quando il 29 Giugno di quellanno larmata fiorentina ebbe ragione sulle truppe milanesi. Nel 1494 furono i pisani che in segno di giubilo per la promessa di libertà dai fiorentini fatta loro da Carlo VIII vollero correre in Arno un Palio. Nel 1509, dopo la definitiva conquista di Pisa da parte di Firenze, la regata cadde in disuso e solo nel 1635 il Consiglio dei Priori - per volontà del cittadino pisano Antonio Bartaloni Seppia - il quale aveva disposto che dopo la sua morte si dovesse correre annualmente in concomitanza con la Festa dellAssunta, un Palio del valore di 50 scudi.La corsa doveva essere effettuata alle quattro del pomeriggio, seguendo un preciso cerimoniale: il Palio veniva esposto sopra lantenna del Ponte di Mezzo ed in Arno, in prossimità del ponte stesso, veniva collocata una chiatta con unalta antenna, sulla cui sommità veniva posta una banderuola o fiamma. Le imbarcazioni ammesse al Palio, radunate intorno allantenna, dovevano andare alla volta del Ponte a Mare. Ogni imbarcazione, giunta al ponte a Mare, doveva prendere lestratta posizione ed attendere il segnale di partenza. Quella che, giunta allarrivo, riusciva con un suo componente dellequipaggio a salire sullantenna e prendere la banderuola aveva vinto il Palio. In seguito fu definitivamente stabilito anche il tipo di imbarcazione da usare, la fregata appunto, la cui etimologia deriva forse dal greco aphracta: nave senza ponte. Gli apposticci sono i supporti laterali sporgenti dal bordo delle imbarcazioni destinate a questa regata, a mo di corridoio, su cui sono collocati gli scalmi. La corsa doveva dunque essere di fregate e non erano ammesse altre imbarcazioni quali lance, gondole o simili. Nel 1718 alcune delle fregate che corsero il Palio, per la prima volta dedicato a San Ranieri e non più allAssunta, portavano i nomi gloriosi delle galere Stefaniane che avevano partecipato alla Battaglia di Lepanto combattuta contro i Turchi per il predominio della Cristianità. La vittoria nella Battaglia di Lepanto fu un episodio quanto mai significativo per il pisano Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano ed è logico comprendere come le eroiche gesta della battaglia avessero suscitato, specialmente a Pisa, un grande entusiasmo per lOrdine dei Cavalieri di Santo Stefano. Pisa, era infatti la sede dellarsenale ove le galere venivano costruite e che, nel riproporre il Palio in Arno, fosse logico fare riferimento a questa storica battaglia. Nel 1737 larrivo del Palio, ormai consolidato in memoria di San Ranieri fu effettuato, su richiesta del Duca di Montelimar, sul tratto di fiume prospiciente lattuale Lungarno Mediceo. Il Duca volle che la sua consorte, ospitata nel Palazzo Medici (oggi sede della Prefettura), potesse godere dello spettacolo bench&ecute; ammalata e da allora larrivo viene mantenuto sempre in prossimità della seconda bifora dello storico palazzo. Oltre ai Palii per San Ranieri si ebbero altre edizioni famose, corse in occasione di particolari avvenimenti: nel 1763, per la nomina a Granduca di Pietro Leopoldo, nel 1801 in omaggio al re Ludovico dEtruria, nel 1839 per il famoso Congresso Mondiale degli Scienziati, nel 1860 quando i barcaioli di Pisa corsero spontaneamente una regata in onore dei genovesi che avevano restituito, il 22 aprile, le catene del Porto Pisano e nel 1864 per il Centenario Galileiano.Le imbarcazioni usate per il Palio di San Ranieri sono di tipo ad otto vogatori più timoniere ed il montatore.Le imbarcazioni in fase di recupero ed attualmente iscritte allARIE, furono realizzate, in occasione del ripristino della manifestazione nel 1935, dal Cantiere Fontani di San Piero a Grado (Pisa).Interamente costruite in legno, lunghe 11 metri, larghe 2,20 metri e del peso di circa 700 chilogrammi luna, sono spinta da remi lunghi 4,60 metri e pesanti oltre 18 kg. Gli scafi ricalcavano fedelmente se pure in scala ridotta la linea delle galere sottili a forma di fregata, con gli scalmi sugli apposticci (bordi) come la tradizione richiedeva. Queste imbarcazioni sono state utilizzate fino alledizione del 1984.Ogni imbarcazione sulla base della colorazione è stata abbinata ad uno dei quattro quartieri storici delimitati dallintersezione con le due principali vie cittadine aventi direzione nord - sud e con il fiume Arno con direzione ovest - est.Ogni quartiere è contraddistinto da propri colori. In senso orario troviamo nella parte sud della città: San Martino (dai colori bianco e rosso) e SantAntonio (bianco e verde), mentre nella parte nord: Santa Maria (bianco e celeste) e San Francesco (bianco e giallo).Il percorso tradizionale in Arno è quello controcorrente, con partenza a monte del ponte della Ferrovia e con larrivo davanti al Palazzo Medici oggi sede della Prefettura, per un totale di 1500 metri. La caratteristica di questa regata, oltre alla presenza del montatore, è quella di mantenere inalterate le caratteristiche degli antichi palii, in quanto ogni timoniere, subito dopo la partenza, compatibilmente con la possibilità di sopravanzare le altre imbarcazioni, ha la possibilità di sceglie la traiettoria reputata più favorevole. Questo comporta una lotta accanita fin dalle prime remate, perch&ecute; i timonieri cercano subito di sopravanzare le barche concorrenti per portarsi dalla parte sinistra del fiume per subire meno linfluenza della corrente, contraria al senso di marcia e per percorrere il lato interno dellampia curva del tratto cittadino dellArno.La vittoria finale non è assegnata in base allordine di arrivo delle imbarcazioni ma viene affidata, dopo labbordaggio al barcone ancorato sulla linea di traguardo, allabilità del montatore che affianca lequipaggio.Infatti il montatore deve arrampicarsi su di un uno dei quattro canapi che raggiungono la sommità di un pennone alto dieci metri, per afferrare il paliotto, simbolo della vittoria. Il paliotto di colore azzurro assegna la vittoria, quello di colore bianco il secondo posto, quello di colore rosso il terzo. Una coppia di paperi è il riconoscimento riservato allequipaggio classificatosi per ultimo. Tutto questo oltre a significare la conquista dellantico palio, ricorda limpresa di Lepanto quando la flotta dei Cavalieri di Santo Stefano andò allabbordaggio dellammiraglia turca, per impadronirsi della fiamma da combattimento posta sul pennone dellimbarcazione degli infedeli. Lo stendardo conquistato è ancora conservato nella Chiesa dei Cavalieri dei Cavalieri di Santo Stefano nellomonima piazza di Pisa.
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