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 MONTAGNA IN TOSCANA
 
La montagna toscana è un insieme di emozioni, un viaggio nei colori, un milione di possibilità.Le Alpi Apuane sono uno spettacolo, sono un brivido, un segno indelebile. La visita di questi monti è un´ascesa verso il bianco assoluto, autentiche cattedrali di roccia nuda che corrono parallele al mare, alla costa tirrenica.Le osservi da lontano e sembrano sempre innevate, ma è solo un´illusione; si tratta dei detriti di quel marmo di cui, a partire da Michelangelo, scultori e architetti hanno vestito monumenti e costruzioni. Abbagliati dal riverbero del marmo, è l´imponenza delle cave che toglie il respiro. Sorprende la perfezione con cui il filo diamantato ha tagliato i blocchi ed ha sagomato, in gradoni enormi, il cuore della montagna. Impressionano i millenni delle cave - fin dalla fondazione di Luni per mano dei Romani - con la loro storia di uomini, strade impossibili, pendenze micidiali, e duro, durissimo lavoro. Ma è anche un movimento di discesa. Discesa dell´acqua lungo le pendici del monte Sembra che a partire dall´ultima glaciazione ha dato origine a delle enormi vasche , le Marmitte dei giganti. Le Alpi Apuane, cuore di un Parco naturale, offrono un microcosmo coinvolgente e indimenticabile, un´esperienza unica e inattesa di forti emozioni.La Lunigiana è l´esperienza di un mondo, un viaggio nel tempo. come un racconto, un meccanismo nascosto apre una porta segreta e si accede così ad un paesaggio sospeso che reca i segni del suo passato. Sono lì a disposizione di chi voglia coglierne il fascino. apprendere guardando, impossessarsi di momenti di storia che questa valle della luna lascia in eredità a chi vi passa e vi soggiorna. La Lunigiana è terra di passaggi e di confine e per questo è terra da difendere. La pensarono così i Romani e lo credette anche chi con la via Francigena si assicurò l´accesso al mare.Ecco il perch&ecute; dei castelli che definiscono questi orizzonti, delle rocche, dei borghi fortificati. Se ne contano in tutto ancora qualche decina e ne risultavano circa centosessanta in epoca feudale, quando i nemici erano in abbondanza e i piccoli feudi guerreggiavano per la supremazia.Sono testimonianze ancora vive per chi le voglia ascoltare.Voci ancora affascinanti per uditori abituati ai sussurri di città nobili e segrete, emozioni sempre molto intense per chi avverte il fascino di storie millenarie.Pensate solo al mistero delle statue-stele affiorate dalla preistoria, un brivido vi percorrerà al cospetto di questi idoli di pietra scolpiti e stilizzati. Divinità oppure capi, simboli o guerrieri armatissimi con le loro donne ornate e prosperose. Una vicenda ancora aperta, un enigma ancora irrisolto.Terra di transiti, dicevamo, e quindi di comunicazione e di accoglienza dei viandanti, un tempo, e dei visitatori, oggi. Con la sua gente, ospitale e unica - che non si sente n&ecute; toscana, n&ecute; ligure, n&ecute; emiliana - e che ha creato una cucina essenziale, saporita, priva di eccessi. Garfagnana è come dire natura. evocare immagini di un territorio orgoglioso ed appartato, quasi isolato dal resto della Toscana. Uno scrigno racchiuso fra Alpi Apuane ed Appenino e solcato dal fiume Serchio. uno scenario che non ti aspetti, ci sono rivelazioni della natura come l´Orrido di Botri, il Canyon della Toscana scavato dalle acque di torrenti che si gettano in questa fessura preistorica.Una gola stretta da brivido, con arbusti che crescono sulle pareti, slanciandosi nell´ardua ricerca dell´unica striscia di sole che riesce ad insinuarsi. La Grotta del Vento, con la sua passerella sospesa sulle meraviglie e con le sue mete dai nomi emozionanti - Baratro dei Giganti, Salone dell´Infinito - che suggeriscono le sensazioni che qui si possono provare, venite a scoprirla, e passo dopo passo vi rivelerà meraviglie e leggende. L´Eremo di Calomini, storia di un´immagine sacra che riappariva solo lì, in quel luogo a strapiombo sulla vallata della Turrite, dove per questo fu costruito un santuario grotta nel quale è anche possibile sostare. Il ponte del Diavolo, nei pressi di Borgo a Mozzano, catturerà il vostro sguardo per il suo aspetto e probabilmente per la leggenda che l´accompagna.Troverete un po´ dappertutto un fiorire di riti, giostre e rievocazioni storiche, il teatro del recitar cantando, l´artigianato, il tutto accompagnato da specialità culinarie che hanno nella castagna l´alimento base, unico prodotto presente in tali quantità da permettere fino al secondo dopoguerra la sopravvivenza delle gente della valle. Escursione naturalistica e località semplici e accoglienti, buona tavola e tradizioni, questa è la ricetta che la Garfagnana vi offre.L´Appennino Pistoiese è la montagna della neve. la visione di cime candide, la promessa di discese morbide, la certezza di giornate memorabili. uno scenario incantevole in ogni stagione, denso di storia, di gioielli naturalistici, di silenzi profondi di vallate interrotte solo dal passaggio di torrenti, di foreste secolari sempre stupende, addirittura magiche con la neve.La neve appunto, quante storie sono legate a questi monti. Quanti campioni sono cresciuti zigzagando sulla coltre bianca, così impegnativa, dell´Abetone.E quante piccole grandi imprese vengono vissute, anno dopo anno, da tanti appassionati; lo straordinario si rinnova nel confronto con una natura che vive, che muta, che parla. L´accesso a questo mondo è un privilegio assoluto. Può essere l´emozione del sole che filtra fino a raggiungere il vostro andar per boschi alla ricerca di funghi, o magari la spensieratezza di passeggiate all´aria aperta e profumata di colorati prati in fiore. Ma anche la passione per una discesa tra gli abeti, la gioia di una traversata. Comunque vorrete viverla dovete solo rispettarne le leggi e, se sarete capaci di ascoltare, la montagna avrà da dirvi molte cose. Vi mostrerà la Bellezza, lo splendore di crinali brillanti, prismi di luce sotto il sole. Vi farà conoscere la gioia di ore passate nello spazio aperto, nel movimento, respirando, con qualche sforzo, un´aria troppo pura. Quante possibilità avrete di apprendere i riti della montagna,delle cene tutti insieme, di una socialità spontanea e serena, del puro e sano divertimento. E parlando di neve come dimenticare il Monte AmiataL´Amiata è la montagna che ognuno di noi ha probabilmente immaginato nella propria fantasia. Quella che un bambino può disegnare su un foglio bianco: un bel triangolone, o forse un cono, con le pendici verdi, più irte in cima e via via declinando in prati sempre più dolci.Con un bel sole raggiante alle spalle, la pianura tutta attorno, a volte con la vetta innevata.In effetti è proprio così: un antico vulcano che si impone maestoso, nel suo splendido isolamento, sugli aspri paesaggi della Maremma e le dolci colline delle crete senesi. Questo è ciò che si vede, da lontano o con gli occhi della fantasia, ma la meraviglia cresce quando se ne percorrono le strade, si visitano i paesi, si va per sentieri, per il bosco.Una grande foresta continua, castagni prima e poi, a salire, i faggi. Una selva che copre tutta la montagna, interrotta soltanto da fiumi e torrenti d´acqua cristallina e da piste da sci per inverni tutti da sciare. Se pensate a pace e tranquillità, rilassamento totale e passeggiate, che oltre a migliorare la vostra forma fisica, avranno il merito di favorire l´appetito, troverete qui il rimedio.Il vino, l´olio, i funghi, le castagne, le fragole, i lamponi, il miele di montagna, insomma i prodotti tipici di questa terra sono delle vere rarità per qualità e genuinità.Se questi sono i vostri desideri potete smettere di sognare, sono tutti qui a portata di mano, in questa montagna di cose speciali e rare, eccezionale in quanto semplice e naturale. Ed ancora, non dimenticate di visitare il Casentino, terra di boschi infiniti e di monumenti della fede, di silenzi profondi e di rivoluzioni dell´anima.Questa valle parla il linguaggio della meditazione e del raccoglimento. Qui vincono i colori, dominano le atmosfere, sono le sacre foreste che vi parlano e vi abbracciano. E non è possibile resistere.La spiritualità affiora dalla profondità, così, naturalmente. quasi commovente. Proverete emozioni senza capire da dove provengono, comunicherete senza che una parola esca dalle vostre labbra, vi sentirete ricchi come mai avreste pensato di essere.I monaci lo compresero bene prendendosi cura dei boschi e fin dal Medioevo stabilirono la regola fondamentale: chiunque avesse tagliato una pianta avrebbe subito penitenza. Avvolti nelle foreste sono appunto i luoghi della fede come l´Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna, dove Francesco ricevette le stimmate, e da dove si può ammirare un panorama stupendo con l´Arno a segnare la valle.Quanta Toscana c´è nel Casentino. C´è Dante con i tanti versi che la ricordano, l´Arno, che nasce da qui e che lambisce con le sue acque i suoi paesi, la battaglia di Campaldino tra guelfi e ghibellini, i castelli medievali e i signori, i contadini a faticare nei poderi, i taglialegna a lavorare nei boschi.Non è poi così difficile immaginare quel passato, in questo tentativo verrete aiutati dalla integrità del paesaggio, dalla persistenza di tradizioni popolari e anche da specialità della cucina come la scottiglia e i tortelli di patate. Sapori caratteristici da gustare, antichi racconti da ascoltare, da condividere con gli abitanti di queste terre da sempre accoglienti e amichevoli.Montagne, e tutti i sensi si ritrovano. Colori, odori, suoni, sapori strappati alla contaminazione cittadina.Percezioni pure che stavano per essere dimenticate, percezioni che nella montagna toscana si ritrovano intatte. Vi aspettano esplorazioni, chilometri di sentieri, trekking, mountain bike, sci, ma anche pura contemplazione e assoluto riposo.Emozioni per tutti i gusti, piccole grandi imprese di confronto con la natura.Quale montagna alloraLa Montagna di Toscana!

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